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Introduzione
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Capitolo II
Capitolo III
Capitolo IV
Capitolo V
Capitolo VI
Capitolo VII
Capitolo VIII
Capitolo IX
Capitolo X
Capitolo XI
Capitolo XII
 

 

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Le origini
ed il nome

Sulla sponda destra del fiume Trebbia, circa a metà strada tra Piacenza e Bobbio, esisteva, intorno all'anno 1100, una piccola comunità rurale chiamata "RAGLIO".
Infatti la più antica pergamena esistente nell'archivio parrocchiale, dell'anno 1138 parla già di una "chiesa di Sant'Ilario de Raglio".
Oggi scrivere Rallio con la g sarebbe un errore quasi offensivo; eppure il nome originario è proprio "Raglio". Allora il nome "Raglio" non creava problemi perché a quei tempi, mentre si stava formando la lingua italiana, gli asini non "ragliavano" ancora,  ma probabilmente "ragulavano" (come si diceva dal latino popolare del tardo medioevo). Quando poi gli asini cominciarono a "ragliare" allora il nome della parrocchia fu bellamente cambiato in "RALLIO" come si scrive nella moderna topografia. Specialmente per opera del penultimo Parroco Don Luigi Franchi che aveva una vera allergia per il nome "Raglio":
<< Se ricevessi un vaglia di diecimilalire (a quei tempi!) con scritto "al Parroco di Raglio" lo rifiuterei.>>

Nelle più antiche pergamene (le prime 18) il nome di Rallio viene scritto in vari modi: 10 volte "Raglio", 2 volte "Raglo", 6 volte "Ragio" che potrebbe derivare dal latino "radius" (raggio) a significare quei fuochi fatui dei gas sotterranei (idrocarburi gassosi) di cui il territorio di Rallio ha sempre abbondato.
Questo (è un'ipotesi) potrebbe giustificare anche l'altro nome Montechiaro.
A quei tempi, cioè agli inizi del XII secolo, Piacenza si era costituita in libero Comune retto da Consoli e, sostituendosi ai più antichi feudatari, aveva sottomesso le piccole comunità rurali di liberi lavoratori della terra della pianura e collina circostante.
Con il Comune di Piacenza, confinava il feudo di Bobbio, tenuto allora dai Marchesi Malaspina per investitura di Federico Barbarossa.
Il piccolo staterello feudale di Bobbio era spesso in guerra con i piacentini e, con ogni probabilità, il castello di Montechiaro (tuttora esistente e ben conservato) venne appunto costruito come difesa contro le incursioni dei Bobbiesi.
Il Castello di Montechiaro e la Chiesa di Rallio sono quasi contemporanei. La chiesa però è stata costruita qualche decennio prima del castello che la recente "Storia del Castello di Montechiaro" del marchese Giovanni Casati fa risalire all'anno 1150.
Dapprima anche il castello si chiamava "Castello di Raglio". Il nome di "Montechiaro" è più recente e compare, per la prima volta, in una cronaca del Guarino dell'anno 1312. Da allora "Montechiaro" diventò anche il nome di tutto il feudo di cui, insieme ad altre frazioni e ville, faceva parte, come villa principale, la parrocchia di Rallio. Nei più antichi documenti della Parrocchia si legge infatti la dicitura <<Raglio in territorio di Montechiaro>>.
Poco dopo il Mille esisteva in località <<Coni>> anche un antico oratorio dedicato a San Giorgio di cui fino ad un centinaio di anni fa si potevano vedere ancora i ruderi in un campo tuttora chiamato <<campo di San Giorgio>>. L'esistenza di questa antica chiesa si può anche rilevare da una vecchia carta topografica disegnata su una parete del corridoio del Palazzo Vescovile di Piacenza.
Tale carta topografica registra pure l'esistenza di un antico oratorio nella frazione Cisiano; ma non ha nessuna rilevanza nei documenti dell'archivio parrocchiale. Forse era solo una di quelle piccole cappelle chiamate in piacentino <<Mistadello>>.
La chiesa di Rallio, in origine, dipendeva dalla Chiesa Plebana di San Pietro in Dugliara che ancora oggi ha conservato il nome di Pieve. Suffraganee, cioè dipendenti da questa Chiesa matrice erano le Chiese di: Ancarano, Bassano, Croara, Coni, Fabiano, Montechiaro, Niviano, Rallio, Rivalta, Rivergaro, Roveleto, Savignano, Scrivellano, Statto, Vixignano.
Dopo il 1500  pian piano le varie Chiese si staccarono per formare le varie parrocchie che furono, in seguito, messe alle dipendenze di un Vicariato Foraneo.
Una grande lapide in fondo alla Chiesa di Rallio messa per conto delle nipoti ed eredi di Giovanni Bori ricorda che il loro amato zio - morto a 97 anni il 18 dicembre 1820 - fu fatto Vicario Foraneo dal Vescovo di Piacenza Pietro Cristiani e confermato nel suo incarico dai Vescovi successivi Pisani, Cerati, e Fallot de Beaumont.
Il Vicariato di Rallio aveva alle sue dipendenze (fino a qualche decennio fa) le parrocchie di Carmiano, Chiulano, Bicchignano, Viserano, Veano, Fellino, Denavolo e Quadrelli.
Dell'attuale chiesa di Rallio, dedicata fino alle origini a Sant'Ilario Vescovo di Poiters, non si conosce nè la data precisa della sua costruzione nè l'architetto che la progettò. Sembra che dalla sua iniziale costruzione ad oggi, non abbia subito trasformazioni sostanziali. Dalle più antiche <<Visite Pastorali>> fatte dai Vescovi di Piacenza si ricavano queste poche, ma interessanti notizie:

- Visita pastorale del Vescovo Burali - 12 ottobre 1571
Rettore della chiesa di <<Raglio>> Giuseppe Alotto, canonico della Collegiata di Sant'Antonio. Reddito annuo della chiesa lire imperiali 400 circa. Anime da comunione circa 500. Esiste un <<chiericato>> (gruppo di preti residenti in parrocchia) con beneficio di lire 90 imperiali. La chiesa è abbastanza ampia, ma un po' rovinata sul lato sinistro: per cui si ordina al console del paese e agli uomini di ripararla entro sei mesi.

- Visita pastorale del Vescovo Castelli - 26 agosto 1597
Nella chiesa esistono tre altari: Altar Maggiore, Altare dell'Epifania, Altare di San Giovanni Battista.
Fuori dalla Chiesa sul fianco destro c'è una Cappella a volta dedicata a San Rocco.

- Visita pastorale del Vescovo Rangoni - 10 settembre 1599
Vi si dice che le pareti della Chiesa sono per la maggior parte dipinte con sacre immagini. E' appena stato costruito l'Altare della Madonna del Rosario che è a volta e si protende "ultra murum" cioè fuori dal muro della fiancata (come l'attuale altare di San Maurizio). Sotto la piccola torre (con due campane) c'è la sagrestia. Sulla facciata c'è l'immagine di Sant'Ilario.

L'attuale bella cappella della Madonna del Rosario fu costruita più tardi, cioè nella seconda metà del settecento. In un documento del 1776 si legge che la chiesa fu abbellita con belle decorazioni in stucco, di stile barocco (tuttora visibili) e che nella nicchia della cappella della Madonna venne collocata l'attuale statua in legno <<Madonna col Bambino>> <<sculpta non ignobili manu>> (scolpita con abile mano) da Giovanni Gherardi.
La facciata fu costruita nell'anno 1794. La Chiesa venne solennemente consacrata soltanto l'8 ottobre 1883 dal Vescovo di Piacenza Scalabrini, come ricorda una lapide marmorea collocata all'interno della Chiesa stessa.
E' certamente una della chiese più belle della Val Trebbia; qualcuno osa dire <<la più bella>>. In un documento del 1820 si legge: <<la chiesa è ampia e di bella struttura, turris autem humilis cum duabus campanis>> (ma la torre è piccola con due sole campane). La torre attuale alta 37 metri e con cinque campane fu costruita fra il 1830 ed il 1840. La spesa per le quattro campane di allora fu di lire 2.648. Pesavano complessivamente 12 quintali. Nel 1867 l'Arciprete Gasparini fece mettere sulla torre il primo orologio a pesi costato lire 382.
La Chiesa di Rallio è dotata di bei mobili artistici in noce: il coro e un grande armadio (posto nella sagrestia largo metri 6,20 e alto 3,50) pregevoli lavori del settecento. Molto belli e ben lavorati anche l'antiporta e i due confessionali in noce fatti costruire dall'arciprete Gasparini nel 1855. Furono eseguiti dal falegname Cappelletti e costarono lire 465. Della stessa epoca sono pure i tre bei lampadari in cristallo.