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Introduzione
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La Compagnia
dei Sacchi

Il medioevo è stato indubbiamente un'epoca di molti peccati e molta corruzione, ma anche di molta fede e molta penitenza. Sono innumerevoli le Pie Unioni, le Congregazioni, le Compagnie della Misericordia, le Confraternite che sorgevano un po' dappertutto con scopi di preghiera, di penitenza e di reciproco aiuto. (L'epoca moderna invece non potrebbe meritare l'apprezzamento che S. Agostino fa del re Davide: «peccò molto come usano fare i re, ma si pentì e fece penitenza come non usano fare i re»).
Nell'anno 1710 venne a predicare il Quaresimale a Rallio lo zelante cappuccino padre Clemente da Sabioneta e scaldò tanto i fedeli che riuscí a fondare in Parrocchia una numerosa Compagnia Penitente chiamata «Compagnia de Sacchi», perché nelle funzioni e processioni, vestivano un rozzo camice o saio come i frati.
Raccolse subito 103 aderenti tra uomini e donne, che fecero la regolare vestizione il 13 aprile 1710 e la regolare iscrizione versando ciascuno 30 soldi. Questo fondo cassa serviva per le necessità della Compagnia e per far celebrare SS. Messe in suffragio dei Confratelli e Consorelle Defunti. Lo scopo della Confraternita era servire Dio in penitenza e povertà, prestare servizio nelle Processioni (specialmente del Corpus Domini) «vestiti dei loro sacchi», fare la solenne adorazione delle quarant'ore, aiutarsi scambievolmente in vita e dopo morte col suffragio.
Un minuzioso regolamento regolava tutti gli incarichi del Guardiano (che era il Superiore della Compagnia), del Cappellano (un prete che la dirigeva spiritualmente), del «Canzelliere» (che teneva Cassa e Registri), degli Infermieri (che dovevano visitare i Confratelli infermi e recar loro aiuto), dei Condottieri (per guidare le processioni, dovevano prima visitare le strade dove passava la processione), degli Avvisatori (per avvisare e convocare i Confratelli).
Il regolamento scritto addì 18 marzo 1710 in Montechiaro - Ducato Piacentino - porta alla fine l'approvazione del Feudatario e del Parroco:
«Io Morando Morandi Feudatario ho letto e ben considerato li suddetti capitoli e parmi che siano molto giusti e tutti diretti alla quiete e alla maggior gloria di Dio» (Probabilmente al feudatario interessava più la quiete dei sudditi che la maggior gloria di Dio)
«Io Giuseppe Lagurio Signore e Rettore della Chiesa di S. Ilario di Raglio di Montechiaro letti e ben considerati li sopracitati capitoli gli approvo e confermo con il mio pieno consenso».
A giudicare dal registro sembra che la Compagnia de' Sacchi sia durata solo una decina d'anni.