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Il legato dotalizio Anselmo

Gerolamo Anselmi fu Faustino da Coni Sottano di Rallio, con suo testamento rogato dal notaio Paolo Giovanni Marzolini in data 29 novembre 1657, regnante il Duca Farnese Ranuccio secondo, così disponeva delle sue poche sostanze:

«Voglio ordino e comando che morendo Giulio Cesare Anselmi e qualsivoglia postumo che nascesse da me sudetto Girolamo e signora Francesca Anselmi ed affatto estinguendosi la linea di detto Giulio Cesare ed altri come me sopra estinta, che sarà affatto e come sopra, che all'hora et in qual caso tutti e qualsivoglia frutti che si percepiranno da tutta la mia heredità e beni sieno quelli tutti convertiti in maritare tante figliole di buona conditione et fama ogni anno e sino in perpetuo, le quali dovranno essere nominate dal Signore Parroco della Chiesa di Raglio pro tempore unitamente al più Senior Sacerdote che habiterà ogni anno la detta Cura di Raglio e voglio che a ciascuna delle dette filiole siano date e pagate lire sessanta... primieramente dovranno essere nominate quelle che sono nella villa di Choni e non essendone nella detta villa habino da essere nominate quelle della villa di Raglio e delle Piane e non vene essendo nelle dette ville debbono essere nominate le figliole nubili delle altre ville sottoposte però spiritualmente alla Chiesa di S. Ilario di Raglio ».

Come si vede dal tono del testamento il lascito, più che una elemosina alla indigenza delle nubende, vuole essere un premio e come un pubblico riconoscimento alla loro onestà.
Questo importa rilevare per conservare il concetto fondamentale del Legato medesimo ( così osservano i parroci sul Registro del Legato). Oggi veramente sia per lo scarso numero delle ragazze che si sposano sia per la difficoltà di conoscere «l'onestà» delle nubende, non si fanno discriminazioni e tutte vengono trattate ugualmente (chiediamo scusa al Testatore, ma vorremmo vedere cosa farebbe lui oggi!).
La quota dotale stabilita dal Testatore era di lire vecchie sessanta, pari a lire italiane 17,19 (naturalmente di un secolo fa). Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale fino all'anno 1932 vennero pagate alle ragazze della parrocchia che si sposavano la somma di L. 50.
Poi nel ventennio 1932-1952 il legato dotalizio venne sospeso perché ai tempi del duce Mussolini il Parroco di Rallio fu obbligato a versare la quota attiva all'Opera Nazionale Orfani di Guerra e all'Opera Nazionale Maternità e Infanzia.
Dal 1952 ad oggi si è tornati a dare alle ragazze della parrocchia che si sposano una modesta somma di lire 20-25 mila oppure ad offrire loro la funzione nuziale gratuita secondo le modeste possibilità consentite dall'affitto che oggi si ricava dal piccolo fondo, che è sempre stato tenuto dalla famiglia Anselmi di Coni.
In tema di Legati sì deve notare che esistono ancora una decina di Legati gravanti sul Beneficio Parrocchiale, per soddisfare i quali il Parroco è obbligato a celebrare o far celebrare diciotto ss. messe annuali.
In passato esistevano anche diversi Legati a carico di alcuni parrocchiani che ora si sono estinti per scarsità di reddito oppure sono stati riscattati.
Si è pure estinto l'unico Legato gravante sulla chiesa cioè il Legato Leccardi-Franceschini, fondato nel 1822. Questi due signori avevano lasciato alla chiesa di Rallio un capitale di lire vecchie di Parma 12.000 pari a lire italiane 2,854 per la celebrazione della seconda messa festiva nella chiesa di Rallio. Questa donazione venne autorizzata da Sua Maestà la Duchessa di Parma e Piacenza Maria Luigia con decreto 11 dicembre 1830.
Detto capitale convertito in titoli di Rendita depositati presso la Cassa diocesana rendono ora L. 230 l'anno (quanto basta per accendere una candela!).